In Italia 400.000 tonnellate di PFU (pneumatici fuori uso) vengono raccolte ogni anno. Tu paghi un piccolo contributo ambientale per ogni gomma nuova, ma quel contributo finanzia un sistema di riciclo che è un'eccellenza europea.
Vediamo come funziona, quanto paghi, dove finiscono davvero le tue gomme vecchie, e perché in alcuni paesi extra-europei i PFU restano un disastro ambientale enorme.
Il contributo PFU che paghi all'acquisto
Il contributo è obbligatorio dal 2011 (Decreto 82/2011) e finanzia il sistema nazionale di raccolta e smaltimento. È esposto separatamente in fattura:
| Tipologia | Contributo PFU (€) |
|---|---|
| Pneumatico moto | 1,80 |
| Pneumatico auto | 3,50 |
| Pneumatico furgone | 8,00 |
| Pneumatico camion | 30,00 |
| Pneumatico agricolo | 8-50 (in base alle dim.) |
Per un treno gomme auto, paghi 14 € di contributo PFU in più. Sembra poco, ma su scala nazionale finanzia il riciclo di milioni di tonnellate.
Chi raccoglie le gomme dopo il cambio
I gommisti consegnano i PFU a consorzi di raccolta. I principali in Italia: Ecopneus (60% del mercato), Greentire, Ecotyre, Roe Tyre.
I consorzi a loro volta gestiscono la raccolta, il trasporto e l'avvio a recupero o riciclo. Il sistema è autosufficiente: il contributo PFU che paghi all'acquisto finanzia tutto il ciclo.
Dove finiscono davvero
I PFU non vanno in discarica. Vengono trasformati e usati per:
- Asfalti modificati: la gomma macinata si miscela al bitume per asfalti più silenziosi e duraturi (50% del riciclo)
- Superfici sportive: campi di calcio sintetici, piste atletica, parchi giochi (15%)
- Combustibile cementifici: i PFU triturati alimentano forni a cemento (15%)
- Pannelli isolanti: usati in edilizia per isolamento acustico (10%)
- Altri usi industriali: stuoie, prodotti da costruzione, gommatura cavi (10%)
💡 Consiglio del gommista: in Italia il 100% dei PFU raccolti viene avviato a recupero. Zero discariche per pneumatici, eccellenza europea.
Perché l'Italia è leader
Il sistema italiano dei consorzi PFU è considerato uno dei più efficienti in Europa. Tasso di recupero al 99%, costi trasparenti, tracciabilità completa.
Il contributo è basso rispetto ad altri paesi (Francia: 4 €/auto, Germania: 4,50 €), eppure il sistema funziona. Il segreto: rete di gommisti capillare obbligati per legge ad accettare i vecchi pneumatici.
Cosa NON puoi fare
È vietato smaltire pneumatici fuori dal sistema autorizzato:
- Non gettarli nei rifiuti urbani
- Non bruciarli (rilascia diossine cancerogene)
- Non abbandonarli in campagna o piazzole
- Non smaltirli in centri di raccolta non autorizzati
- Non venderli all'estero senza autorizzazione
Sanzioni per abbandono: da 600 € a 6.000 € + obbligo di rimozione a tue spese.
Il sistema PFU italiano è un'eccellenza europea. Il piccolo contributo che paghi all'acquisto delle gomme finanzia un'economia circolare che funziona davvero. La prossima volta che cambi le gomme, guarda quel contributo in fattura: paga un servizio prezioso.
Da ricordare
- Contributo PFU obbligatorio: 1,80-30 € a pneumatico
- Italia ricicla il 100% dei PFU raccolti
- Consorzi: Ecopneus (60%), Greentire, Ecotyre
- Usi: asfalti modificati (50%), superfici sportive (15%), cementifici (15%)
- Sanzioni abbandono: 600-6.000 €
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